Reiki

Reiki

Il Reiki è una disciplina energetica giapponese che canalizza l’energia vitale universale attraverso le mani, aiutando il corpo e lo spirito a ritrovare equilibrio, rilassamento e armonia. In caso di linfoma, il Reiki non cura la malattia, ma rappresenta un supporto profondo per alleviare la tensione, ridurre lo stress, stimolare l’autoguarigione e ristabilire l’equilibrio energetico compromesso dalla patologia e dalle terapie convenzionali.


Chakra coinvolti nel linfoma

1° Chakra – Muladhara (Radice)
Localizzazione
: base della colonna vertebrale.
Aspetto coinvolto: sicurezza, sopravvivenza, legame con la terra e il corpo.
Segnale di squilibrio: perdita del senso di radicamento e stabilità.


4° Chakra – Anahata (Cuore)
Localizzazione
: centro del petto.
Aspetto coinvolto: sistema immunitario, accettazione, amore verso sé stessi e gli altri.
Segnale di squilibrio: difficoltà a ricevere supporto, blocchi emotivi.


6° Chakra – Ajna (Terzo Occhio)
Localizzazione
: centro della fronte.
Aspetto coinvolto: intuizione, visione interiore, senso di direzione spirituale.
Segnale di squilibrio: confusione, paura del futuro, perdita di speranza.


Trattamento Reiki consigliato

Frequenza:

  • 1 trattamento completo a settimana, della durata di 60 minuti, in presenza di un operatore Reiki.

  • Autotrattamento quotidiano: 15-20 minuti al giorno posizionando le mani sui chakra coinvolti.

Posizioni chiave per l'autotrattamento Reiki:

  • Mani sulla base della colonna vertebrale (1° chakra)

  • Mani sul centro del petto (4° chakra)

  • Mani sulla fronte (6° chakra)

  • Concludere con le mani sui fianchi o sotto l’ombelico per radicare.

Effetti benefici attesi:

  • Riduzione dello stress e dell’ansia.

  • Miglioramento del sonno e della qualità della vita.

  • Sostegno emozionale nei momenti di fragilità.

  • Aumento della forza interiore e dell’energia vitale.


Precauzioni

  • Il Reiki non sostituisce trattamenti medici o psicologici.

  • Va praticato da operatori formati e, quando possibile, con approccio integrato e supervisionato da un’équipe medica.

  • È controindicato solo in caso di forti crisi psicotiche in atto o soggetti non consenzienti.

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